Delitti Urbani - P2P sotto attacco

Pericoli delle reti p2p
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martedì, 31 luglio 2007

pensieroSono numerosi i documenti reperibili in internet, dove vengono elencati i possibili pericoli dei sistemi di file sharing, o in respiro più ampio, della condivisione di file. Tralasciamo i "pericoli" intrinseci della ormai famigerata normativa sul diritto d'autore, che nel corso degli anni ha subito continue mutazioni (talune in peggio, talune in meglio) e concentriamoci sul funzionamento tecnico di questi sistemi. Fino ad ora, si è parlato di virus, trojan, spyware e mille altri sistemi che possono compromettere la privacy dell'utente, senza contare i tanti articoli sensazionalistici pubblicati quasi esclusivamente a scopo terroristico, al fine di convincere l'utenza media che il P2P è pericoloso sotto ogni sua forma.

Ovviamente, chi ha conoscenze tecniche di medio livello, è perfettamente conscio del fatto che, legge a parte, il file sharing di "ultima generazione" non è affatto pericoloso, poiché non contiene spyware, virus o altri sistemi che possano ledere la nostra privacy o esporre il nostro computer ad attacchi informatici da parte di sedicenti cracker. Vi è tuttavia un pericolo derivante dalla natura stessa dei programmi P2P, ovverosia la condivisione di file.

I meccanismi che regolano il funzionamento di questi software sono alquanto semplici: più condividi, più scarichi. In talune piattaforme, come ad esempio Direct Connect (Dc++), la condivisione è praticamente obbligatoria, poiché per accedere alla maggioranza degli Hub (i server, che interconnettono gli utenti) è necessario che la propria cartella di condivisione contenga materiale informatico in considerevoli quantità (svariati GigaByte, per intenderci). In altre piattaforme, come eMule, condividere non è strettamente necessario, ma permette di ottenere i cosiddetti "crediti", velocizzando i propri download. In termini meno tecnici, il principio è quello già detto: più condividi, più scarichi.

In questo frangente, è possibile riscontrare dei seri problemi di sicurezza, dovuti essenzialmente alla scarsa conoscenza del principio di funzionamento della piattaforma. Entriamo più nel dettaglio, prendendo ad esempio il summenzionato software di file sharing eMule. La piattaforma, nella sua installazione di default, utilizza due cartelle:
- temp (dove verranno depositati i file in corso di download)
- incoming (dove verranno depositati i file completati, ovvero pronti "all'uso").

Entrambe le cartelle sono contenute all'interno della cartella programma. Nativamente, questo parametro è privo di rischi, poiché viene condiviso solamente quanto posto all'interno della cartella "incoming". Di fatto, salvo che l'utente non aggiunga materiale manualmente, verranno condivisi solo quei file. Una conoscenza sufficientemente approfondita del sistema ed un suo conseguente utilizzo "saggio" non presenta rischi particolarmente elevati, tuttavia, facendo qualche banale ricerca mediante il motore di eMule, è possibile individuare alcuni elementi alquanto preoccupanti, sull'uso errato che viene fatto da alcuni utenti, evidentemente inconsapevoli dei rischi ai quali si stanno, autonomamente, esponendo.

Dalle ricerche effettuate, appare evidente che una buona fetta degli utenti, condivida (per svariate ragioni,) l'intero disco rigido e quì iniziano i problemi!!!

La totale inesperienza di molti utenti li rende talmente vunerabili che c'è da rabbrividire.

Non soltanto condividono i file ma i loro dati personali,il loro nome e tutti quei dati sensibili che sono la manna di chi vi vuol fregare!!!!

REGOLA N 1  Sapere con esattezza come si usa il programma che state usando,su internet non si scherza,basta poco per finire in pasto ai barracuda,la noncuranza non è ammissibile!!!!!!

Centinaia di siti sul p2p,anche il nostro blog possono darvi delle dritte su come scaricare con maggiore sicurezza (una parola grossa su internet).

Non fate cretinate,potrebbero costarvi molo care!!!

postato da: latinbutt alle ore 18:01 | Link | commenti
categoria:sicurezza, p2p
domenica, 29 luglio 2007


postato da: latinbutt alle ore 23:05 | Link | commenti
categoria:
sabato, 28 luglio 2007
Il P2P sempre sotto attaccoSono giorni difficili per i server eDonkey, che si sono ritrovati in una ''situazione di crisi'' a seguito di un'ingiunzione della Corte Distrettuale di Amburgo.
L'industria discografica tedesca avrebbe infatti vinto una battaglia legale che in futuro potrebbe portare alla chiusa definitiva di alcuni server.
Peter Zombik, direttore della International Federation of the Phonographic Industry si è dichiarato soddisfatto del provvedimento.
postato da: Jinmen alle ore 19:55 | Link | commenti
categoria:p2p
venerdì, 27 luglio 2007
Non solo gli operatori, ma anche i produttori di telefonia mobile intuiscono le potenzialità dei servizi di social networking. Lo dimostra Nokia, che ha annunciato l'acquisizione del servizio di content-sharing Twango.

Online da ottobre 2006, ma fondato due anni prima, Twango fornisce un "monte traffico" mensile in upload di 250 MB per l'upload di foto, video, musica e altri contenuti. Relativamente giovane, ha un pubblico più di nicchia rispetto a colossi come Flickr e YouTube.

"L'acquisizione di Twango - ha dichiarato Anssi Vanjoki, numero uno dell'unità multimedia di Nokia - è un passo concreto verso la nostra visione dei servizi Internet, ovvero fornire accesso senza fili ad informazione, intrattenimento e reti sociali online".

Nokia,  riferisce Zeropaid, prevede di incorporare la tecnologia P2P di Twango nei propri nuovi cellulari, a cominciare dagli smartphone N-Series
postato da: Jinmen alle ore 20:33 | Link | commenti
categoria:
giovedì, 26 luglio 2007

Se da un lato assistiamo con soddisfazione al quasi totale fallimento delle tecniche repressive attuate dalla RIAA ,purtroppo assistiamo anche ad un'altro fenomeno,la continua creescita della pedofilia online.

Dati ufficiali parlano di numeri quasi raddoppiati,ad ogni sito pedofilo chiuso dalla polizia ne nascono immediatamente 2.

Grandi giri di affari,movimento di soldi notevole,quasi 30000 bambini vittime di questo orrore (solo il 2% identificati),quasi tutti provenienti dai paesi più poveri,per un mercato distribuito fra Europa,Asia,Stati Uniti.

Le forze in campo per contrastare questo fenomeno non sono sufficenti.

Quello che lascia più perplessi è il fatto che questo "mercato",che ci è sempre stato descritto di nicchia,in realtà non lo è affatto,anzi a quanto pare è molto diffuso.

Non si tratta di utenti P2P , capitati occasionalmente su questo tipo di materiale , ma di utenti consapevoli che pagano un servizio ( CRIMINALE ) in cerca di questa robaccia.

Non ho commenti da fare,sono solo stupito di questi dati................

postato da: latinbutt alle ore 20:45 | Link | commenti
categoria:p2p , attenti
giovedì, 26 luglio 2007
LA RIAA (Recording Industry Association of America) ha ammesso che la sua azione legale contro le persone che chiama pirati non è la risposta al problema.

Secondo i dati della stessa RIAA, al mese di marzo più di 7,8 milioni di famiglie negli USA hanno scaricato musica illegalmente. Questo contro i 6,9 milioni dell’aprile 2003, quando è iniziata l’azione legale.

Altre informazioni le trovate qui.

RIAA P2P
postato da: Jinmen alle ore 19:23 | Link | commenti
categoria:p2p