Delitti Urbani - P2P sotto attacco

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mercoledì, 31 ottobre 2007

La famigerata legge"bavaglio"proposta dal ministro Paolo Gentiloni verrà modificata.

Dopo le numerose lamentele da parte di utenti e blogger vari,questo scandalo che mirava a zittire le LIBERE opinioni delle persone(i blog sono spazi di libera espressione) probabilmente perderà POTENZA,cambierà forma,forse morirà ancora prima di nascere.

Grillo ha ragione ,internet fa veramente paura ai politici e questo tentativo di limitare la NOSTRA libertà sulla rete ne è la dimostrazione,volevano trasformare i blog in spazi a pagamento,volevano impedirci di comunicare...............

Certo fino a quando i blog si mette a scriverli Mastella (UNO DEI TANTI POLITICI DISONESTI) tutto va bene

Quando invece a scrivere sono persone che ci aprono gli occhi su quello che ci circonda o ci danno informazioni utili GRATIS ,quando il blog diventa mezzo di informazione,quando il blog diventa un mezzo di aggregazione e di scambio di idee allora è il momento di intervenire,la gente potrebbe anche svegliarsi dal letargo mentale nel quale ci hanno fatto precipitare,LE POLTRONE DEI POLITICI POTREBBERO INIZIARE A TREMARE...........E loro questo non lo vogliono..................

postato da: latinbutt alle ore 14:18 | Link | commenti
categoria:blog, censura, blogger, beppe grillo, gentiloni, legge sui blog
mercoledì, 29 agosto 2007
A morte il MoigeSta circolando in rete una petizione di protesta contro il Movimento Italiano Genitori.

Io non ho ben chiaro che tipo di potere decisionale abbia il MOIGE, ma ho sentito fortemente il bisogno di aderire ad un' iniziativa finalizzata a far sentire "l' altra campana".
Chi crede che la televisione sia Satana, ha gli strumenti anche per fare la voce grossa; chi crede che si possa usare in modo intelligente, come fa a farsi sentire?
Se siete contro questo abuso di potere, firmate:

Clicca per firmare la Petizione!

Magari non sortirà alcun effetto, ma è bene far sentire cosa ne pensiamo una volta per tutte, o preferite che a parlare siano sempre le solite persone finte perbeniste?

postato da: Jinmen alle ore 21:25 | Link | commenti (1)
categoria:censura
giovedì, 02 agosto 2007
La madre inglese di un giovane omicida è pronta a sbandierare sui tabloid l'ossessione del figlio per il videogioco violento di turno, incoraggiando così le politiche censorie e certa demagogia del governo inglese. Quello cinese, invece, non agisce per conto terzi: le campagne anti-gaming appaiono quasi morbide e salutari, ma la schedatura dei giocatori è dietro l'angolo.

Londra, l'assassino scivola nell'ombra, nascondendosi dietro ad angoli bui di palazzi squallidi. Si avvicina con passo felpato e sgozza il nemico con un solo gesto muto, il sangue che sgorga a fiotti. Nulla a che vedere con Hitchcock e l'alternarsi allusivo di lame, ombre e tendine che si sfilano: "Non sapevamo che i videogiochi fossero così brutali e realistici" si è giustificata la madre del giovane assassino, un bravo ragazzo, caposcout e studente modello, arrestato lo scorso anno e recentemente condannato per aver ucciso un'infermiera con 72 coltellate, presunto emulatore del protagonista di Manhunt.

Infierisce, sguaiato, News Of The World: "il ragazzo SI ALLENAVA alla Playstation nella sua cameretta buia", trasfigurando un titolo horror come Manhunt in un "macabro mondo virtuale fatto di sadismo, rituali sanguinari e morte". Particolari che non possono che fomentare lacrime e invettive di genitori che dispensano console ai figli in tenera età, di famiglie che non sono a conoscenza delle abitudini e dei passatempi dei figli. Genitori pronti ad invocare la censura governativa piuttosto che vigilare sulla dieta videoludica dei minori, basandosi su sistemi di classificazione come l'europeo Pan European Game Information (PEGI) e l'americano Entertainment Software Rating Board (ESRB).

Lo Stato, alla ricerca di un consenso da costruire sugli ondivaghi fermenti popolari, era infatti tempestivamente intervenuto in vece dei genitori distratti, assurgendo a padre apprensivo. Un governo che aveva commissionato studi esplorativi che non individuavano correlazioni dirette tra videogiochi violenti e violenza reale, ma che al tempo stesso ha bloccato la distribuzione del secondo titolo della serie Manhunt. La scure censoria del Regno Unito è stata fatta calare indistintamente sulla platea dei giocatori, adulti o minori che fossero, provvedimento che è probabile abbia sospinto anche l'iniziativa italiana in materia.
postato da: Jinmen alle ore 12:18 | Link | commenti (1)
categoria:videogiochi, censura