Il genere è il classico picchiaduro a scorrimento 3D sulla falsariga di Fighting Force in cui saremo costretti ad affrontare orde di nemici di vario tipo, da creature simili a zombie a cavalieri e soldati con tanto di armatura, fino a giungere allo scontro con illustri personaggi della serie come ad esempio l'imponente Zodd.Immancabile, come per il fumetto, il copioso spargimento di sangue. Si andrà quindi incontro ad un nonsense di violenza di proporzioni gigantesche, tale da trasformare la storia, anche se ben realizzata ed elaborata, in un "contorno" che lasci spazio a una festa splatter.
Caratteristica, quest'ultima, che verrà apprezzata da molti ma che non piacerà ad altri. Tuttavia lo stampo del gioco è proprio questo…prendere o lasciare.
Gatsu, oltre alla sua ben nota spadona, avrà a disposizione un mini-cannone incastonato sul suo avambraccio, delle rudimentali granate e dei veloci dardi, questi ultimi in quantità illimitata. Ovviamente sarà possibile curarsi con delle pozioni curative incluse nell'inventario.
Queste insieme alle suddette armi verranno fornite a fine livello a seconda della prestazione offerta. Una volta subita una determinata quantità di danni fisici, il nostro personaggio entrerà in modalità Berserk, con lo schermo che diventa rosso sangue e Gatsu in grado di infliggere danni notevolissimi.
Come in ogni picchiaduro a scorrimento che si rispetti, ci si muoverà lungo un percorso prestabilito, e il nostro cammino si articolerà in ambientazioni di vario tipo, da passi di montagna a borghi medievali, fino a giungere a nebbiose foreste e via dicendo.
Ovviamente i vari livelli saranno intervallati da belle quanto lunghe cut scene caratterizzate dalla stessa grafica in 3D del gioco e condite da dialoghi veramente ben realizzati ed espressivi come raramente si vede.
Continuando ad analizzare, si potrebbe dire che nel giocare non si avverta la stessa furia cieca dei combattimenti che si può percepire leggendo il fumetto, d'altra parte questo è un aspetto troppo difficile da ricreare in una situazione videoludica.
Berserk comunque non pecca affatto in giocabilità, sebbene alla lunga la sua ripetitività stanchi leggermente.
In definitiva Sword of the Bersek è un gioco che farà certamente la felicità sia dei maniaci del manga di Miura che degli estimatori dello splatter e dei picchiaduro a scorrimento in 3D.





esplorative saranno visualizzate in grafica precalcolata,di grande effetto ma di scarsa interattività.
Questa volta entrano in gioco i Sumeri con la coppia di nipoti di un maniaco omicida, rispettamente Michael e George Tutman (Rick Burks e Carl Crew). I due affettuosi nipotini prelevano il cervello del loro amato zio per preparare un banchetto sumerico all'interno del ristorante vegetariano, luogo in cui servono pietanze ricavate dai corpi delle loro vittime. Obiettivo: la rinascita di Shitar attraverso il sacrificio di una vergine che, ironia della sorte, risulta essere la figlia del poliziotto responsabile della morte del demoniaco Tutman (o Namtut). Diciamo subito che la trama viene sviluppata in modo abbastanza lineare, con qualche divertente trovata. Purtroppo però la Kong non è all'altezza del festino di sangue che 24 anni prima inondò gli schermi dei Drive in americani, dando vita al genere Gore. Lo splatter è qui troppo estremizzato a livelli grotteschi con parti gommose di esseri umani, frattaglie finte ed effetti di make up alquanto grossolani. Alla fine si cerca di compensare il vuoto dell'operazione virando crudelmente sull'eccesso di demenzialità caciottara, che va a svilire quello che avrebbe potuto essere un omaggio interessante alla nascita di un cinema ad alto tasso di emoglobina.
Ricky Oh, abile combattente di kung-fu, viene ingiustamente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza dove un sadico direttore si diletta nel torturare ed uccidere i prigionieri.
In Postal 2 vestiremo i panni piuttosto luridi di un cittadino X di Paradise, tipica cittadina americana (tipica?).